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Friday, June 11, 2010

Just wondering

Is aperitivo an Italian thing only? I couldn't live without it, especially in the summer. I like light aperitivi though, no pasta or rice. It's a big thing in Italy, not to mention is a way to socialize and have a good chat with friends over a drink. The difference between here and the UK is that we eat finger food and drink something while they mainly drink beer without eating. I couldn't do it as I'd get drunk right away.

It is also true that more than one aperitivo per week means gaining weight very quickly. That's what happens to me at least but I don't really care. It's one of those Italian habits I couldn't give up!

Monday, May 3, 2010

Cinema italiano

It's true: the golden age of the Italian cinema has gone. However, I do think we have both excellent directors and actors. Yesterday we saw Cosa voglio di più  set in Milan (What more do I want?) by Soldini. It's about what can be defined an "ordinary betrayal", namely two ordinary couples with very common problems (work, money) who cheat on their partners. It seems not so interesting but indeed it is a very good movie as it realistically portrays what could happen to anyone. We are used to far from reality betrayals in wonderful apartaments or hotel rooms carried out by perfect (beautiful, wealthy) men and women. No one is really interested in ordinary lives, but Soldini takes "a look at the reality of our moment... from the angle of ordinary people" .The actors are great, especially Favino who is one of my favourite Italian actors. Alba Rohrwacher is also very talented.
Il cinema italiano is not dead!

Saturday, January 2, 2010

Death in Venice (in Italian)

Nulla esiste di più singolare, di più scabroso, che il rapporto fra persone che si conoscano solo attraverso lo sguardo: ogni giorno, ogni ora s'incontrano, si osservano e nello stesso tempo, costrette per civiltà o per bizzaria personale a insistere nella finzione, serbano un contegno indifferente e staccato, non si salutano nè scambiano parola. Tra loro si forma un fluido d'inquietudine e di curiosità esacerbata, un isterico bisogno, inappagato o innaturalmente represso, di conoscenza e di mutuo scambio, e soprattutto, infine, una sorta di ansioso riguardo: poichè l'uomo ama l'uomo e lo onora finchè non è in grado di giudicarlo; e dall'incompleto conoscersi nasce il desiderio.
Thomas Mann

Sto leggendo in italiano La morte a Venezia e nella mia lingua sento il bisogno di scrivere questo post dedicato alle città, all'amore e all'amicizia. "Ho voglia leggere di una città" mi sono detta. C'è vento forte fuori, non mi va di uscire. Ho cercato tra i numerosi libri di mia madre che non ho ancora letto. Lei adora i classici russi e i capolavori della letteratura inglese. Gli autori tedeschi sono pochi ma ho scovato Thomas Mann tra Goethe e qualcun altro che ora non ricordo.
La morte a Venezia
, oggi vado in laguna.

Nella mia mente si affollano d'un tratto le immagini del film di Visconti: un solo personaggio, in realtà, accarezza i miei pensieri. E' Tadzio, interpretato da un perfetto ragazzo biondo dalla carnagione color avorio. Inizio a leggere e mi viene in mente la mia Venezia, quella del canale della Giudecca, distante dall'affollata e turistica San Marco. Poi i pensieri vanno a ritroso, alla ricerca dei luoghi del 2009. Li associo a conversazioni, a persone che hanno sfiorato magicamente la mia vita. Ricordo Spalato, la colazione con la frutta fresca e una storia di cambiamento interiore che mi è stata raccontata per una strana combinazione del destino. Il mare e la camminata da sola lungo la spiaggia stretta e lunga. Il gelato, il vento e il lusso dell'albergo.

Bucarest. Non è una bella città, c'è solo cemento e in un grande hotel di cemento ci troviamo. Beviamo vino e cerchiamo di conoscerci un po' fino a quando i destini -ancora una volta- si incrociano indissolubilmente. Quasi non ci crediamo. Le nostre vite sono legate a filo doppio e restiamo a parlare fino al mattino.

E ogni giorno, ogni viaggio, regalo la mia anima a chi la sa osservare.